Commentate xD però non uccidetemi lo sò di errori ne stanno tantissimi >,<
però dai ahah aiuto *pronta per essere messa slla brace, si cosparge di combustibile*

Guiria???
1.Capitolo
Francoforte,
7 settembre ore 18:25pm
La pioggia batteva incauta disegnando quella piccola ombra che attraversava a piani passi
quei viottoli stretti e insinuosi.
Silenzio. La città era coperta dal solo silenzio.
Continuava a camminare, stringendo fra sé e sé quel suo pezzo di foglio inzuppo.
Il vento scivolava fra i suoi capelli , oscillando in mezzo a quella lunga chioma sfilata accuratamente, il viso chino rivolto verso l’asfalto, e lo sguardo vuoto si perdeva svelto fra lo scorrere delle poche macchine.
…eppure…>>
Si fermò immobile continuando a fissare quel foglio…rileggendone il contenuto.
Eh…… .___. Ichigo sei una frana!>>
Accartocciò il foglio e spinse indietro il braccio lanciandolo in aria dietro di sé, e accompagnata da un sospiro, si fece avanti lungo il cammino.
>>Che brutto voto !!! O_O
…
Si fermò di scatto e girandosi riuscì ad intravedere una figura in lontananza, e con sguardo confuso strizzò gli occhi. << ò.ò
Esso cominciò a correrle incontro con grande fretta.
>> Di un po’, mamma non te l’ha insegnato che non si butta la roba addosso alla gente?
La ragazza sbuffando disse << -.-° con un pezzo di carta?!?
<< Ebbene si! E se fosse stato qualcosa di più pesante? Se fosse stato qualcosa di pericoloso?!?
>> …. “se fosse” , “se fosse” … quanto parli .___. Credo che melo sarei tenuta per me se avessi scoperto che così facendo avrei incontrato un elemento del genere!
<< io invece “credo” che dovresti metterti a studiare invece di prendere certi voti!
>> -.-°° ridammi immediatamente il mio foglio! *strap*
>> e la prossima volta cercati qualcun'altra da importunare invece che trovar da dire e farmi inzuppare tutta per ascoltare le tue prediche!
Prrr! >,< antipatico!
Ichigo cominciò a correre più lontano possibile da quella losca figura che aveva incontrato per strada, chi era? Cosa voleva, perché ci ha tenuto così tanto da volerla raggiungere , correva veloce come se non volesse mai fermarsi ripensando al perché le cose le andavano così storte. Perché tutto le sembrava così sbagliato… perché… perché anche lei non poteva essere come tutte le altre.
2.Capitolo
<< Ehi mamma sono a casa!
Risalì in fretta le scale e andò in camera sua, appoggiò lo zaino e i vestiti bagnati accanto al termosifone, prese un asciugamano dal ripostiglio e accuratamente si asciugò i capelli…
Si distese sul letto, chiuse gli occhi… e cominciò a fantasticare… a perdersi fra i suoi mille pensieri. quel ragazzo dai capelli ricci e corti… chi era…
*al diavolo ichigo a cosa stai pensando! *
si chiese fra se e sé….
Un altro maledetto compito andato male, malgrado avesse passato tutto il giorno a studiare, o meglio, cercare di decifrare quelle pagine per trarne alcun senso logico.
Quante volte si svegliava tardi, usciva di casa senza nemmeno toccare cibo e correva…correva veloce sotto la neve , il vento e la pioggia. Le uniche sue compagne di vita. Entrare in ritardo a scuola, subirsi le mille prediche dell’insegnante , starsene fuori fino alla ricreazione, tornare a casa…e ripercorrere quelle strade che sapevano la sua storia, l’avevano vista crescere, ma c’era qualcosa che non vedevano più da anni. Quel suo dolce sorriso con cui affrontava le giornate d’autunno, non c’era più, era svanito , rapito da chissà quale fenomeno…ormai nullo. Ichigo pensava alla sua vita… non poteva dire di essere felice, perché la maschera che portava al viso era di una ragazza come tante… ma dietro di essa, solo lei sapeva cosa si celava. Si nutriva di vuoto e solitudine, e tutto questo, dopo essere cresciuta. Perché si era accorta di essere cresciuta più negli ultimi mesi,che negli ultimi anni. D’impatto si alzò dal letto, prese quel suo vecchio diario , e sfogliandone le pagine fino ad arrivare all’ultima, cominciò a scrivere :
“Saper camminare su questa strada è più faticoso di quanto pensassi....
ho imparato...che il mio equilibrio verrà buttato a terra da tutte le difficoltà
MA HO IMPARATO A CADERE,
ED HO IMPARATO A RIALZARMI.
Perchè non ho più dieci anni...
sbucciarmi le ginocchia....
sentire le sgridate di mia madre...
vedere che mi cura con quel alcol che brucia.
e asciugandomi le lacrime, metterci un cerotto sopra.
ho imparato che ogni volta che cadrò non saranno sempre le mie ginocchia a sbucciarsi
no,,,lei non potrà incolparmi di averci creduto davvero per l’ennesima volta…..
perchè avvolte ci sono ferite che non si possono curare con l'alcol...
ci sono ferite che bruciano
più di esso,sopratutto.
non potrò metterci un cerotto sopra facendo finta di
niente.” 7settembre ore 23:55
3.Capitolo
Domenica 8 settembre.
<< Ichigo alzati è mezzogiorno non vorrai rimanere a letto fino a tardi?!>>
<< -___- mamma ancora 5 minuti…>>
<< No! Alzati devi venire ad apparecchiare,non ti aspetterai mica che faccia tutto da sola vero?!>>
<< .__. Scendo subito >>
Ichigo rannicchiata fra quelle calde coperte scosse la testa , e tentando in vano di riprendere conoscenza si avviò verso la porta, aprendola scese le scale e appoggiandosi al corrimano, andò in cucina.
<< Oggi devo uscire per un importante colloquio di lavoro sai? , non sei contenta?>>
<< … >>
<< Ichigo mi stai ascoltando o no?!?>>
Sbadigliando accennò con la testa un si incoerente.
<< ………Si , sono felice, sono felice soprattutto per il fatto che tutto questo significa che mi tocca pulire casa in tua assenza.>> ._.
<< Sei sempre la solita! Non riesci ad apprezzare il mio sacrificio e quello di tuo padre! Ora esco, tu cerca di fare almeno la tua stanza per il resto ci penserò io appena ritornerò a casa, per il pranzo ho lasciato il minestrone >>
<< … non rimani qui a mangiare? >>
<< no tesoro purtroppo devo scappare >>
<< -____- ma… va bhè ciao . >>
<< dovresti cercare di capirmi un po’ di più >>
<< dovrei…>>
*pum* la porta si chiuse lasciandosi dietro ichigo che rifletteva incredula.
Tolse dal tavolo quelle due posate rimaste, e con sguardo opaco risalì le scale richiudendosi in camera sua.
Si distese nuovamente sul letto e con la testa fuori guardò dritto verso il suo computer… e dubbiosamente pensò… << e se…>>
Scivolò fuori e si sedette su quella vecchia sedia , soffiò sopra quello schermo pieno di polvere
Non lo toccava da anni… non era fatta per vivere una seconda vita virtuale, eppure questa curiosità era forte e scaturiva dalla sua mente come un colpo d’intelletto.
<< chissà se… uhM…>>
*driin, driin , driin driin*
<< pronto?>>
<< Ciao Ichy! Sono Karen! >>
<< .___. Quante volte ti ho detto di non chiamarmi con quel ridicolo nomignolo?>>
<< Dai su ù.ù è da quando avevi 4anni che telo ripeto. >>
<< questo non ti da alcun diritto di continuare a farlo .__. >>
<< come vuoi ichigo, allora, come va la scuola? >>
<< <.< Io sto bene tu?>>
<< °-° cambi sempre argomento comunque anchio, ti ho chiamata perché non ho niente da fare, guarda il cielo è così minaccioso , che stai facendo? >>
<< niente di che ho appena acceso il mio computer era da tanto che non lo usavo più… mi stavo creando un account. >>
<< ahahah xD che bello così potrò scriverti! Adesso entro anchio aggiungimi! così vedo se sei online ci sentiamo lì d’accordo?>>
<< .__. Occhei. >>
Karen - ehy carina ù.ù non mi saluti?
Ichigo – evidentemente funziona…
Karen – bene ora potremo sentirci ^^
Ichigo -

che felicità …
Karen – sono felice che sei contenta, ascolta! Ora vado ci sentiamo domani a scuola ciau ichy

Ichigo - -_____-° sparisci.
*karen è offline*
Spense il computer, e rimise un po’ apposto la camera , rifacendo il letto e sistemando i libri. D’un tratto guardò fuori la finestra… il cielo grigio e nuvolato le faceva salire quel senso di malinconia profonda e spensierata.
Scese giù all’ingresso e prendendo di sfuggita il suo ombrello azzurro uscì dalla porta e si incamminò su quella stradina circondata da alberi alti e ombrosi.
Le prime foglie nate a primavera ormai ingiallite dall’arrivo del vento autunnale cominciarono a cadere una dopo l’altra, come una pioggia leggera e silenziosa, dalla quale il solo vento si sentiva fischiare e lo strusciare degli alberi spinti da esso.
Passò davanti a quel suo campo in cui da piccola si divertita con poco, forse con niente… le bastava contare fino a 10 e chiudere gli occhi per rincorrere quella sua amica dal volto così simile al suo…perché lei era la sua unica amica, la poteva vedere quando voleva, riflessa nello stagno o in un pezzo di vetro. Riaprire gli occhi per capire che erano ricordi ormai fuggiti al tempo stesso, e già da lì la solitudine si stava impadronendo di tutto ciò che era suo. Quell’altalena rovinava fatta a pezzi dai ragazzi più grandi, ormai solo bottiglie di vetro rotte e un cartello con su scritto “vietato l’ingresso” rimanevano di quel campo…e ichigo continuò a camminare, chiudendo gli occhi e perdersi in un mondo tutto suo, riaprirli e accorgersi che esso non era altro che un sogno troppo lontano dalla realtà. Ad un tratto si fermò dinanzi una casa, all’apparenza sembrava una come le altre ma non era così, dentro non ci abitava nessuno era vuota e sola, come lei.
● Eяσ αввαgLιαтα ∂α υη яαggισ ∂ι ѕσLє cнє ιLLυмιηανα ιL мισ мση∂σ є∂ ιgησяανσ cнє υη gισяησ ανяєι мαι νιѕтσ υη тяαмσηтσ ● .....................................

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